Positano

Sappiamo grazie alle datazioni al carbonio effettuate sui ritrovamenti preistorici in una grotta in località Sponda che l'isola di Positano è abitata da circa 11000 anni, poco tempo dopo l'ultima glaciazione. 

Il nome della città deriva quasi certamente dal successivo insediamento di coloni provenienti dalla Magna Grecia, che hanno intitolatoPositanol'isola al dio del mare Poseidone.

Nel XVI secolo la cittadina viene anche chiamata spesso Ginestra o Mortella a causa del grande numero di queste piante presenti sull'isola, importate proprio in questi anni e tuttora rigogliose ovunque nel paesaggio.

Uno dei principali luoghi della storia antica positanese è il vecchio mulino, che alcune testimonianze indicano come il principale fornitore di farina per le cucine dell'imperatore romano Tiberio il quale, scappato da Roma a Capri per paura dei troppi nemici malevoli, pare volesse mangiare solo pane fatto con la farina di Positano.

Dal IX all'XI secolo l'isola fa parte della Repubblica di Amalfi.

Nel X secolo è uno dei centri commerciali più importanti, in grado di gareggiare addirittura con Venezia. 

Data la particolare conformazione dell'isola che non è dotata di un porto, le navi mercantili venivano tirate a mano dalla popolazione. Intorno al 1400 il positanese Flavio Gioia, nocchiere e matematico, inventa la bussola. 

Intorno al 1530 tutta la costiera viene invasa dalla peste e la popolazione viene decimata soprattutto a Positano, Conca, Ravello e Scala. Alla peste si aggiungono negli anni successivi diverse ondate di carestie e i frequenti saccheggi dei briganti dalle montagne o dei turchi via mare; proprio per queste ultime ragioni il vicerè Pietro di Toledo ordina alle città costiere di dotarsi di torri di avvistamento, così che anche Positano ne costruisce parecchie, come quella della Sponda, quella del Trasita e la torre del Fornillo.

Le continue scorribande turche alimentano un malcontento già reso forte dal malgoverno dei baroni locali; l'insofferenza della popolazione esplode sulla scia della rivoluzione che nel frattempo Masaniello capeggia a Napoli.

Così nel 1668 Positano paga 12.943 ducati per riscattarsi dal peso feudale e si dichiara città regia, apre quindi il commercio marinaro con la Grecia e con l'isola di Cipro, riattiva quello con la Puglia e con la Calabria e ben presto si guadagna un posto di tutto rispetto nel panorama economico coevo.

Le navi positanes trafficano anche con il Medio Oriente, importando spezie, sete e legni preziosi ricercatissimi in Occidente. 

In questo periodo vengono costruite le magnifiche case barocche ancora oggi visibili con le loro sfarzose decorazioni.

La crisi economica per l'isola comincia con la Rivoluzione Industriale: le navi a vapore creano un divario tecnologico incolmabile per la piccola isola.

Tra il 1860 e il 1870, circa seimila degli ottomila abitanti di Positano emigrano in America. Lentamente gli edifici sono caduti in disuso e la popolazione ha continuato a diminuire, fino ad arrivare ai tremila abitanti odierni. 

Oggi Positano è un centro turistico famoso in tutto il mondo, un piccolo angolo di paradiso tranquillo e rilassante per tutti gli amanti della natura e dei colori brillanti tipici dei piccoli centri marittimi.

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