Amalfi

Le antiche leggende locali raccontano che la città di Amalfi prende il nome da una bellissima ninfa amata da Ercole, il quale alla morte di lei seppellisce il suo corpo nel posto più bello del mondo e a questo dà il nome Amalfi ad imperitura memoria.

Storicamente la città viene fondata nel V secolo d.C. da una colonia di romani reduci da un naufragio nel golfo di Policastro mentre erano in viaggio verso Costantinopoli.

I coloni creano un primo nucleo urbano chiamandolo Melphes, dove c'è l'attuale Melfi; successivamente si spostano più a nord fondando un nuovo insediamento chiamato A-Melphes, Amalfi appunto.

Nel 533 con la vittoria di Narsete su Teia durante la guerra greco-gotica, Amalfi passa sotto il dominio dell'Impero Bizantino ed entra a far parte del ducato di Napoli.

Nel VI secolo diventa sede vescovile, così che il vescovo non solo si occupava delle funzioni religiose ma provvedeva anche alla difesa della città, almeno fino a quando l'emergere di una nuova aristocrazia terriera locale non esonera la Chiesa dall'esercizio della politica e dall'amministrazione della città.

Nell'836 Sicardo, duca di Benevento, saccheggia Amalfi e ne deporta gli abitanti a Salerno. Nell'839 il duca Sicardo viene ucciso nel corso di una ribellione degli amalfitani e la città si riappropria di una certa autonomia fino all'XI secolo.

Amalfi

 

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