Il Presepe

Alla diffusione del presepe a Napoli è merito dell'ordine dei Francescani che sopratutto in epoca angioina fondano nella città diversi conventi.

La Regina Sancia nel 1340 dona all'ordine delle Clarisse un presepe fatto di statuine in legno policromato.

Da questo momento in poi parecchi artisti ricevono commissioni in ambiente ecclesiastico per la realizzazione di presepi: nel 1478 per la chiesa di S. Giovanni a Carbonara fu composto un presepe di circa quarantuno statue policromate a grandezza naturale, con pastori portatori di offerte e pecore, sibille e profeti, disposte secondo un'articolata scenografia.

Il clima controriformista l'usanza di allestire il presepe si diffuse ancora di più con scopi devozionali e le statuine di legno vengono sostituite dai manichini snodabili vestiti con stoffe pregiate, parrucche e occhi di vetro.

Nel XVII secolo compaiono nella scenografia quelli che oggi sono gli  ambienti tipici del presepe napoletano:la taverna, il mercato, le botteghe dei mestieri. Inoltre, verso la fine del Seicento, l'artigiano Michele Perrone inventa un sistema scheletrico di fil di ferro con arti in terracotta e abiti di stoffa, creando di fatto il modello di statuina ancora oggi in uso. 

Il presepe napoletano è detto anche “presepe cortese” per differenziarlo dal tradizionale presepe di chiesa a scopo devozionale: la differenza consiste proprio nelle ambientazioni scenografiche che, nel presepe napoletano, si rifanno ai costumi e a i modi del Settecento.

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