Duomo di Benevento

Il maestoso Duomo di Benevento fu fondato nel 780 d.C. dove sorgeva il centro dell'antica città romana - dove ora c'è la chiesa prima c'era il Campidoglio - e consacrato al vescovo Davide.

Deriva dal primo tempio eretto nell'antica capitale del Sannio quando il cristianesimo arrivò per le vie consolari romane stabilendo la prima organizzazione ecclesiastica.
Il Duomo fu intitolato a Santa Maria e il primitivo tempio fu rifatto, ampliato e trasformato diverse volte ed è per questo che la Cattedrale di Benevento non ebbe mai un unità di stile: ogni epoca vi inserì qualche elemento nuovo che spesso non armonizzava troppo con quelli precedenti.

Nel corso degli anni è stato più volte ristrutturato soprattutto in seguito ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, in cui andò parzialmente distrutto: vennero recuperate soltanto la facciata duecentesca, il campanile del 1280 e la Cripta.
La facciata è formata da due ordini, quello inferiore, dove campeggiano sei arcate cieche e quello superiore, in cui è presente una loggia con tre oculi. Importanti sono i tre portali: la porta di Bronzo è stata recentemente restaurata ed è costituita da 72 formelle raffiguranti scene della vita di Cristo e i Vescovi Suffraganei.
Il campanile, piuttosto massiccio, è ornato da marmi romani e da due bifore in stile gotico.
La cripta, che oggi ospita il museo Diocesano, presenta un'abside spaziosa e due navate comunicanti poste su livelli diversi. Di notevole interesse sono gli affreschi qui conservati dedicati a San Barbato, colui che convertì i Longobardi al Cristianesimo e risalenti al X secolo d.C., altri affreschi del XIV secolo d.C. e il pavimento in opus sectile.

Il principe longobardo Sicone verso l'830 ampliò la cattedrale a tre navate e vi collocò delle splendide colonne marmoree in stile classico, che costituivano una caratteristica inconfondibile del vecchio Duomo di Benevento fino alla distruzione del 1943.
Il principe longobardo Sicardo apportò ulteriori abbellimenti e arricchì il tesoro.Benevento Particolare Duomo
Nella seconda metà del X secolo, sotto il pontificato di Giovanni XIII, la città di Benevento diventa arcivescovado - il primo dell'Italia meridionale - ed uno dei primi in Europa e in tale occasione l'arcivescovo Roffredo apporta modifiche e ulteriori ampliamenti alla Cattedrale, ancora incompleta e mancante di una degna facciata e del campanile.
Alla facciata provvide il vescovo Ruggero verso il 1200 e il prospetto marmoreo - ispirato all'architettura tipica della vicina Capitanata di chiara derivazione pisana – risultò imponente: la facciata fu costruita con frammenti vari, su due ordini, dei quali il primo presenta due arcate cieche ornate - quando non hanno i portali - da losanghe e listelli orizzontali, mentre il secondo, coronato da statue di leoni e di vitelli, presenta lo stesso numero di arcate ma più profonde e rette da colonne poggianti su mensole e sormontate da capitelli, scolpiti - le une e gli altri - con estrosa fantasia.
Quest'ordine è illuminato da tre rosoni, dei quali quello mediano era ornato da un mosaico rappresentante l'Agnello mistico. Al centro della sesta arcata c'è la statua del Cavaliere, rigoroso ritratto della fine del XIII secolo, posto li certamente dopo la distruzione della tomba o del monumento onorario di cui faceva parte.
Fu sempre l'arcivescovo Ruggero a ornare la facciata con delle bellissime porte di bronzo.
Il campanile è quadrato e possente in blocchi di pietra bianca, diviso in due ordini con eleganti bifore al secondo; fu innalzato dall'arcivescovo Romano Capodiferro l'11 febbraio 1279 - come attesta l'epigrafe della facciata est – e su ogni faccia del campanile  sono inseriti fregi di cippi figurati romani.
Nella facciata principale il fregio del primo ordine è dato da una successione serrata di pungenti ritratti funerari.
Nella facciata ovest c'è una lastra recante i resti di un labaro romano in metallo dorato, mentre alla base della facciata est, al di sopra dell'epigrafe, un rilievo rappresentante un cinghiale stolato e laureato: riferito al mito di Diomede, leggendario fondatore della città, esso è forse il totem dei sanniti caudini o più semplicemente la figura di un animale pronto per il sacrificio a Cerere. In ogni caso, è stato integrato nello stemma civico.
Il 30 novembre 1456 la Cattedrale, oramai completa, viene gravemente danneggiata da una scossa tellurica, ma grazie alla generosità di Papa Pio II viene riparata e consacrata il 4 novembre 1473 da Giacomo Appiano, vescovo di Gravina. Sembra che l'attuale suddivisione in cinque navate risalga proprio a questo periodo.
Intorno alla metà del XVII secolo l'arcivescovo Giovan Battista Foppa, dopo aver rialzato di molto il soffitto della navata centrale rispetto a quello delle quattro minori, lo rifece a cassettoni dorati, e lo stesso lavoro eseguì alla nave trasversale (presbiterio) in stile barocco.
L'arcivescovo Orsini - poi Papa Benedetto XIII - nel 1687 apportò ulteriori lavori: furono rinforzati dalle fondamenta i due muri laterali; furono abbattute, all'esterno, certe casupole addossate al campanile e all'interno alcune cappelle disposte senza simmetria nelle navi laterali; fu rivestito l'altare centrale di marmi preziosi; venne rifatto il pavimento ed il coro e completato il soffitto; vennero infine aggiunte delle fastose decorazioni, così che 

Duomo di Benevento Facciata

quando il 14 novembre 1687 la chiesa venne consacrata apparve rifatta più che restaurata.
Purtroppo il violentissimo terremoto del 5 giugno 1688 la rovinò completamente, ma di nuovo il Cardinale Orsini nel giro di quattro anni la ricostruì, e venne consacrata solennemente il 26 maggio 1692 in occasione della festa di San Filippo Neri. 
Altri lavori furono necessari per riparare i danni di un altro terremoto del 1702, dopo il quale il Duom assunse la forma che sostanzialmente durò fino al 1943.
L'ultima grande ricostruzione della Cattedrale è avvenuta nel decennio 1950-1960 su progetto dell'architetto veneto Paolo Rossi De Paoli.
Nel frontespizio della ricostruita Cattedrale figurano ancora la vecchia facciata romanica, il campanile, la cripta della chiesa primitiva del VIII secolo, con resti di affreschi trecenteschi, mentre tutto il resto è nuovo.

L'interno del nuovo Duomo è grandioso e vi si accede attraverso un vestibolo solenne, che ha sulla destra ilbattistero.
Qui, sul portale d'ingresso, c'è il bassorilievo in marmo con il Battesimo di Gesù di un anonimo autore del primo Settecento, salvato dalla distruzione del tempio antico.
Sulla parte opposta spicca la grande statua marmorea di San Bartolomeo Apostolo, di Nicola da Monteforte (primi del secolo XIV), anch'essa sfuggita alla rovina.
L'aula è a cinque navate, delle quali la principale e le due che la fiancheggiano s'interrompono, dopo sette campate, a creare prima del presbiterio una vasta zona libera, dominata dal grande arco trionfale ornato da un mosaico raffigurante le Storie della Vergine e la sua Assunzione, ed i papi Pio IX e Pio XII, opera di Elena Schiavi.
Alla base dei piedritti dell'arco trionfale, ai lati del grande scalone che immette nel presbiterio, si levano gli amboni di marmo con pannelli in bronzo di Colbertardo, rappresentanti i dodici Apostoli.
Il presbiterio, rivestito di marmo giallo vicentino, impreziosito dalla luce dorata che filtra da le lastre di alabastro dei grandi finestroni, è dominato dal solenne baldacchino dell'altare maggiore.

Duomo di Benevento veduta

 

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