Il Duomo di Avellino

Il Duomo di Avellino sorge sulla collina "La Terra", nella parte più alta della città.

I lavori per la costruzione della Cattedrale di Avellino si svolsero a partire dal 1132 e seguirono la linea architettonica dello stile romanico allora in voga.

La chiesa fu intitolata alla Madonna Assunta.

Il nucleo più antico del Duomo consiste nella Cripta, costruita al posto dell'originaria Chiesa Madre di S. Maria edificata in epoca longobarda e divenuta Cattedrale in seguito alla ricostituzione della Cattedra Vescovile avellinese nel 969, per via della richiesta fatta dall'Imperatore germanico Ottone - dal quale dipendeva il Principato di Benevento - al Papa Giovanni XIII. Così, il 26 maggio 969, il Papa citato conferì a Landolfo I, Vescovo di Benevento, il titolo di Arcivescovo ed elevò ad Arcidiocesi metropolita, trasformando Avellino in una delle sue dieci Diocesi.

La cripta romanica è stata ristrutturata nel XVII secolo.

Lo stile romanico delle origini subì forti modifiche in occasione di un restauro ottocentesco che rese la cattedrale conforme al gusto neoclassico: in questo periodo viene rimaneggiata la facciata dell'edificio, risalente al XII secolo, che assunse un inconfondibile stile neoclassico.

La struttura è a croce latina e presenta all'interno la consueta suddivisione in tre navate; sul soffitto si ammira la magnifica volta a cassettoni in legno dorato, con la figura della Madonna dell'Assunta, realizzata nel XVIII secolo dall'artista A. Michele Ricciardi.

L'interno del Duomo si ammira ospita un Coro ligneo del XVI secolo, restaurato da Erminio Trillo di Bagnoli, e un magnifico altare maggiore intarsiato.

Nelle dieci Cappelle laterali si trovano le raffigurazioni bibliche di Achille lovine, la grande tela dell'Adorazione dei Re Magi (nella Cappella della famiglia Spadafora) attribuita da alcuni ad un ignoto autore del XVI secolo, da altri a Marco Pino da Siena (XVI-XVII secolo), e da altri ancora, più recentemente, a Ippolito Borghese; due Angeli stuccati nell'arco maggiore della navata principale realizzati dal calabrese Giuseppe Sorbilli; la statua lignea dell'Immacolata (XVIII secolo), realizzata da Nicola Fumo; la Trinità nella Cappella del Sacramento, realizzata da Annibale Caccavello e Giovan Domenico D'Auria.

Il Duomo ospita inoltre la Cappella del tesoro di San Modestino, il santo patrono della città di Avellino.

Sulla navata destra si trova una lapide commemorativa dei lavori di ristrutturazione intrapresi a seguito del terremoto del 1980 per volere del Vescovo Pasquale Venezia.

Sulla porta laterale, nella lunetta, è raffigurata l'inaugurazione e benedizione solenne della rinnovata cattedrale il 1 agosto 1889 da parte del Vescovo Francesco Gallo (1855-1896).

Sopra la porta che poneva in comunicazione il Seminario con il Duomo si trovava la rappresentazione della posa della prima pietra per la costruzione della nuova abside, di Achille lovine, rifatta quasi completamente da Ovidio De Martino. 

Accanto a tale porta sono sopravvissute due lapidi apposte sotto il Vescovo Giovan Paolo Torti Rogadei (1726-1742), che stimolò il lavori di restauro conclusi il 17 luglio 1728, ma resi inutili dal sopraggiunto tremendo terremoto del 29 novembre 1732. I nuovi lavori vennero conclusi nel 1736.

All'interno del Duomo troviamo anche vari altari: uno con l'immagine di S. Gerardo Maiella, che visse in Irpinia; un altare con un medaglione della Madonna del Carmine che si trovava presso il "Carminiello allo Stretto", abbattuto dopo la guerra; l'altare dell'Adorazione dei Magi, abbellito dal più bel dipinto del Duomo relativo all'evento in questione, opera di Marco Pino da Siena, che lo realizzò presumibilmente tra il 1570 ed il 1580.

Viene poi l’altare di S. Antonio da Padova, datato 1729. In passato, la statua del Santo si trovava in una cappella del demolito Convento di S. Francesco (in Piazza della Libertà), in cui avevano sede le Confraternite di S. Antonio e dell'Immacolata, poi trasferite negli anni Trenta del XX secolo, nella Cattedrale, in cui vennero portati i marmi ad intarsio colorato degli altari di S. Antonio e della Assunta.

Ancora più avanti si trova l'altare con la grande tela della Crocifissione di Achille lovine, che il Vescovo Gallo chiamò ad Avellino; questo altare ospita un preziosissimo reliquiario a forma di croce che contiene due ampolle di vetro sigillato, in cui si custodiscono una delle Sacre Spine della Corona di Gesù ed un pezzetto della Croce, che Carlo I d'Angiò prelevò dalla Cappella Reale di Parigi. Tale astuccio d'argento, montato su di un piedistallo con due grandi Angeli, venne rubato unitamente ad altre argenterie la notte dell'8 novembre 1825, imponendo il rifacimento di una copia del piedistallo a spese della città.

Sul lato sinistro, l'altare di fronte presenta una statua del S. Cuore di Gesù, anche se in passato vi era collocato un quadro di S. Alfonso Maria dei Liguori, che secondo la Tradizione qui avrebbe celebrato la messa ed al quale è dedicato un Convento in città.

Viene poi l'altare della Madonna del Rosario, dove si trovano un quadro della Madonna con S. Domenico e S. Luigi Gonzaga, realizzato dall'artista Angelo Michele Ricciardi. Un'iscrizione del 1888 segnala che l'altare era sotto lo jus patronato della famiglia Greco.

Altro altare è quello dominato dalla bella statua in legno d'olivo della Madonna dell'Assunta, opera realizzata nel XVIII secolo da Nicola Fumo di Baronissi. Nel 1760 la statua, appartenente alla Confraternita dell'Immacolata Concezione ubicata presso il Convento di S. Francesco (Piazza Libertà), venne trasferita presso il Duomo. Anche i marmi, su cui si legge la data del 1740, provengono dalla Chiesa di S. Francesco.

Osservando di fronte, si nota un buco nel pilastro protetto da un vetro: si tratta di un "saggio" per evidenziare il rivestimento di pietra della colonna originaria.

Vengono poi due Cappelle, di cui la seconda fungeva da Battistero. Dopo l'ultimo restauro, il fonte battesimale venne spostato davanti all'altare maggiore nel Transetto.

IL Vescovato di Francesco Gallo (1855-1896) è ricordato dal busto sul parapetto della cantoria e dagli stemmi sulla porta d'ingresso e sull'arco dell'abside e la sepoltura nella Cattedrale.

Sull'arco che immette nel Transetto sono riprodotti a stucco, gli altorilievi degli apostoli Pietro (a sinistra) e Paolo (a destra) che col braccio steso indicano la Croce inserita in un medaglione centrale.

Infine, nella parte intermedia del cornicione si legge un pensiero o di Papa Paolo VI (Concilio Vaticano 11-21 novembre 1964), relativo alla Madonna "Mater Ecclesiae" e "modello dei cristiani". 

Duomo di Avellino

 

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