La Reggia di Capodimonte

La Reggia di Capodimonte si erge a Napoli sull'omonima collina da quando re Carlo di Borbone ne ordinò la committenza nel VIII secolo.

Il palazzo si sviluppa su una planimetria rettangolare con tre cortili centrali suddivisi da bracci di raccordo ortogonali ai lati più lunghi e presenta tre ampie arcate in asse con il cortile centrale che sottolineano in facciata l'accesso al palazzo.

Scopo della Reggia era quello di offrire al re un angolo di calma e tranquillità lontano dal centro della città – dove invece l'abitazione del re era situata in Palazzo Reale- con il risultato di una dimora circondata dal verde e da un'ampia riserva di caccia che avrebbe così divertito e rilassato tutta la corte.L'architetto napoletano Medrano aveva vinto la gara d'appalto impressionando il re con la presentazione di un modello in legno della futura fabbrica; i lavori iniziano nel 1738 con una certa velocità, complice l'esigenza di trovare una sistemazione per la collezione d'arte Farnese che il re aveva ereditato dalla madre Elisabetta. Dieci anni più tardi l'architetto Ferdinando San Felice inserisce nel bosco della Reggia un altro edificio destinato a sede della fabbrica di porcellane del tipo di Meissen e interviene anche nella riorganizzazione dei giardini creando i “giardini all'inglese” tanto di moda all'epoca e oggi ancora ammirabili.

I lavori alla Reggia proseguono sempre con grande lentezza sia a causa di problemi per il trasporto dei grossi blocchi di piperno dalla pianura alla collina attraverso un tortuoso percorso di collegamento, sia perché il successore al trono Ferdinando IV mostra disinteresse giustificato da un'effettiva mancanza di fondi – dovuta alla contemporanea costruzione della Reggia di Caserta.

Nel corso del Ottocento la strada di collegamento alla Reggia viene bonificata, i giardini vengono ampliati grazie all'acquisto di ulteriori terreni circostante; nel 1825 re Francesco I vi crea un serraglio con animali feroci e commissiona la costruzione all'interno del parco di una piccola fabbrica – la Palazzina dei Principi: l'edificio si presenza con un basamento in bugnato a fasce orizzontali con lieve aggetto del portale di accesso, diviso con una cornice marcapiano dall'ordine soprastante, sul quale paraste giganti emergono sul paramento murario.A metà Ottocento i lavori finalmente terminano e la Reggia viene dotata di un maestoso scalone d'onore ornato da colonne di marmo di Mondragone.Con l'unità d'Italia il nuovo re di Casa Savoia, Vittorio Emanuele II, commissiona la costruzione di un'altra piccola fabbrica a lui intitolata.

Sempre per volontà dei Savoia vengono riorganizzate le collezioni del museo: sotto la direzione di Francesco Maldarelli e Domenico Morelli vengono sistemate le porcellane del Gabinetto di Potici,alcuni arazzi del Settecento, il pavimento rimosso da un'antica villa romana a Capri – dove era stato scoperto nel 1788- e acquista risalto l'armeria reale, comprendente armature armi bianche e di fuoco di collezione farnesiana e donata da Carlo di Borbone a Ferdinando IV.

Reggia di Capodimonte veduta dall'alto

In epoca fascista la Reggia passa sotto il controllo del Demanio.

Nel secondo dopoguerra sia il museo che la fabbrica vengono risistemate e nel 1957 si inaugura al pubblico la nuova struttura museale così come la conosciamo noi oggi: attualmente il Museo Nazionale di Capodimonte ospita opere d'arte di livello nazionale e internazionale dal XIII al XX secolo con dipinti, sculture, manufatti di arti decorative e la citata armeria farnesiana e borbonica.

Tra le opere più antiche si annoverano quelle di Simone Martini e di diversi artisti toscani quali Taddeo Gaddi, Iacopo del Cosentino, Lippo Vanni, etc.; la Collezione Farnese giunta a Napoli nel 1734, raccoglie opere del Cinquecento eseguite da artisti veneti (Giovanni Bellini, Tiziano, etc.), lombardi, emiliani (Correggio, Parmigianino), fiamminghi (Pieter Brueghel). Nel museo ci sono anche dipinti provenienti dai monasteri soppressi ed è ospitata la Collezione Borgia, acquisita nel 1817, ricca soprattutto di manufatti nel settore delle arti minori. Infine è suggestivo l'angolo delle porcellane con pezzi provenienti dalla Reggia di Portici.

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