Piazza Plebiscito 

Area antistante al Palazzo Reale

Palazzo, compresi anche i monasteri di Santo Spirito e di San Luigi, per realizzare una grande piazza. Il concorso venne vinto nel 1812 dal Laperuta, che venne poi affiancato da Antonio De Simone. Il progetto finale prevedeva un porticato semicircolare continuo, che chiudeva il fronte a monte e alle cui spalle era una struttura circolare, in Pantehon, che doveva ospitare le assemblee popolari mentre nelle ali si prevedevano musei delle scienze, della tecnica e del lavoro. Ortogonalmente ad essa  dovevano sorgere due palazzi gemelli che dovevano ospitare il Ministero degli esteri e le residenze dei ministri, e che sono gli unici elementi del progetto non modificati al termine del Decennio Francese. Trasformare, annullare il valore programmatico, di emblema – come è stato di recente osservato- di questo frammento di antichità classica, ma anche e soprattutto di architettura giacobina, di cui erano già realizzate le fondamenta e uno degli edifici, sarà il tema centrale della Restaurazione, che riuscirà nell'intento grazie alla traduzione che di questo emiciclo darà il progetto di Bianchi con l'inserimento del pronao. Questi realizzerà col San Francesco di Paola il luogo emblematico della Restaurazione e del suo modo di tradurre i temi che la breve, ma intensissima e fondante, stagione napoleonide aveva introdotto nella capitale del Regno di Napoli.Trono che possiedono preziosi soffitti dipinti da De Mura e la Sala del Trono. Quest'ultima è dominata dal seggio regale in stile impero, con l'aquila sabauda aggiunta in tempi successivi, databili al XVIII.

Di particolare suggestione per il suo intimo spazio che riporta indietro nel tempo, è l'Oratorio di Maria Cristina, prima moglie di Ferdinando II, morta nel 1836 e beatificata.Proseguendo il percorso verso la sala delle opere fiamminghe, si giunge poi al sontuoso Studio di Umberto, già studio Murat, poiché fu proprio il sovrano francese a far pervenire dal Quirinale al Palazzo Reale di Napoli i mobili realizzati dalle officine delle Tuileries.

Nelle sale che vanno dalla XIV alla XX è riunita la Quadreria secondo un allestimento tematico-stilistico, il grande ambiente che segue è detto Salone d'Ercole, antica sala dei vicerè trasformata in sala da ballo nel corso del XVIII secolo e ornato, fin dall'Ottocento, dalla serie di arazzi con Storie di Amore e Psiche, tessuti su catoni di Fedele e Alessandro Fischietti da Pietro Duranti e dalla Reale Arazzeria di Napoli; monumentali sono i bei vasi dipinti da Raffaele Giovine e il Vaso a Cratere di Sevres.

Completano la cornice storica di Palazzo Reale gli splendidi “ Giardini di paesaggio”m organizzati dal botanico Federico Dehnhardt secondo un sistema ad aiuole di impianto irregolare con piante esotiche e specie tradizionali. Questo angolo di natura, prelude all'ampia discesa sulla scalinata della spianata, presso la quale sono le antiche scuderie, dove ancora si possono vedere le mangiatoie in pietra calcarea.A rendere gradevole una passeggiata sulla suggestiva terrazza del piano nobile rivolta verso il golfo, è il rinomato “giardino pensile”, già esistente nel Seicento, ma configurato secondo la sistemazione attuale da Gaetano Genovese che realizzò un berceau di specie rampicanti, incorniciato da ricche aiuole fiorite.Piazza Plebiscito

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