Castel S. Elmo e la Certosa di S. Martino

Battistello-Lavanda dei Piedi

Nel XIII secolo, durante il dominio napoletano degli Angioini, cominciano a sorgere in collina, in particolare sulle pendici di Sant'Elmo, le prime ville: infatti la vegetazione di pini, cipressi e ulivi si rivelò ideale sia come contorno delle nuove fabbriche sia come protezione dei corsi d'acqua a carattere torrentizio.

Nel 1325 iniziano i lavori per la costruzione della Certosa di San Martino, accanto alla quale sorse il Castello di Belforte – poi denominato Castel Sant'Elmo.Già dal XII secolo la collina era occupata dall'isolata chiesa di Sant'Erasmo affiancata da una torre di avvistamento: proprio qui Roberto d'Angiò dà l'ordine di costruire Castel Sant'Elmo.

Nel 1329 il re fa ampliare il preesistente palazzo fortificato e nel 1343 il Castrum Sancti Erasmi si erge dotato di grosse mura, torri angolari, una cappella e un campanile. L'attuale conformazione a stella esagonale allungata, deriva invece da una ristrutturazione spagnola condotta tra il 1537  e il 1547 su progetto di Pedro Luis Scrivà.Come gli altri castelli napoletani, anche Castel Sant'Elmo è stato testimone di assedi e rivolte popolari come la famosa rivolta di Masaniello.

L'edificio, destinato a uso militare fino al 1980 è stato a lungo utilizzato come carcere: qui sono stati imprigionati Tommaso Campanella, Mario Pagano, Pietro Colletta, Carlo Poerio e tanti altri intellettuali. All'interno del complesso ci sono la cinquecentesca chiesa di Sant'Elmo e la seicentesca cappella di S. Maria del Pilar.

Sia il Castel Sant'Elmo che la Certosa di S. Martino sono situati in una notevole posizione panoramica, dalla quale è possibile ammirare tutta la città di Napoli dall'agro partenopeo al golfo.

La Certosa, oltre ad essere uno degli elementi più caratteristici del paesaggio napoletano, ospita il Museo Nazionale di San Martino che offre un'interessante spaccato sulla storia e sull'arte della città dal XVII al XIX secolo; inoltre sono di notevole pregio artistico il Chiostro grande, realizzato dal Doso e dal Fanzago, e il Chiostro dei Procuratori, entrambi elementi di spicco nell'architettura generale del monastero.

San Martino

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