Basilica Benedettina di S. Michele Arcangelo

Come molte delle più belle chiese nella regione, anche la Basilica di San Michele Arcangelo è stata costruita in epoca normanna sulle rovine di un tempio pagano preesistente, in questo caso quello dedicato a Diana sul Monte Tifata, un santuario federale dei popoli campani.

La chiesa rappresenta uno degli esempi di architettura romanica meglio riusciti e conservati del meridione italiano.

La facciata è preceduta da un portico a cinque arcate sostenute da quattro colonne con capitelli corinzi provenienti dal vecchio tempio di Diana. Nella lunetta centrale c'è un affresco dell'XI secolo che raffigura San Michele e un altro del XII secolo con la Madonna in preghiera. Nelle altre lunette si conservano affreschi duecenteschi con momenti della vita dei santi e rappresentazioni di solidarietà monacale.

La chiesa è a pianta basilicale, all'interno presenta tre navate divise da 14 colonne con capitelli corinzi che sorreggono archi e con tre absidi semicircolari. Spiccano all'interno un'iscrizione datata 74 a. C. e avanzi di mosaico della chiesa di San Benedetto di Capua. I mosaici più interessanti anche come estensione si trovano presso la porta della sagrestia e risalgono all'XI secolo.

La peculiarità più rilevante di questa chiesa è forse la quantità e la rilevanza artistica degli affreschi che ospita: sugli archi della navata mediana si trovano due cicli di affreschi, il primo con le raffigurazioni dei profeti e dei protagonisti del Vecchio Testamento mentre il secondo con episodi tratti dal Nuovo Testamento; al disopra della navata mediana è presente un altro ciclo di affreschi visibilmente deteriorato dal tempo; tra le aperture monofore c'è un terzo ordine di affreschi, soltanto in parte conservato, che raffigurano episodi della vita di Gesù dalla nascita alla predicazione.

Nell'abside poi si trovano ulteriori affreschi della Madonna, dei santi, degli evangelisti, degli angeli.

Anche la facciata è decorata con cinque ordini orizzontali di affreschi che rappresentano il Giudizio Universale. 

Altri affreschi (tra i quali una falsificazione ottocentesca) compaiono nella parete della navata destra e includono raffigurazioni degli episodi più significativi del Vecchio Testamento.

 

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